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VALUTAZIONE DEI CRITERI DI ELIGIBILITA' PER TRATTAMENTO TROMBOLITICO IN UNA COORTE DI PAZIENTI CON ICTUS CEREBRALE.

A. Villa, S. Paese, M. Bonacina, M. Molgora, E. Omboni
Dipartimento di Emergenza e Accettazione, Ospedale Fatebenefratelli, Milano

Le linee guida proposte dal National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS) per il trattamento trombolitico dell'ictus ischemico prevedono alcuni criteri di inclusione/esclusione fra cui la più importante discriminante è il tempo non superiore alle 3 ore fra l'inizio della sintomatologia e l'inizio della terapia (dopo aver escluso la presenza di un'emorragia cerebrale)(*). In Italia, al momento, non è ancora approvata la terapia trombolitica per l'ictus, abbiamo però voluto testare la popolazione di uno studio osservazionale su pazienti (pz) arrivati in Pronto Soccorso (PS) per un evento cerebrovascolare acuto, per valutare quanti fra questi fossero eligibili per un eventuale trattamento trombolitico. Nel periodo di un anno (settembre '97-ottobre '98) sono giunti nel nostro PS per un evento cerebrovascolare acuto 623 pz (281 maschi, 342 femmine; età media 76±12, range 28-99 anni); 304 pz sono giunti oltre le 3 ore dall'inizio della sintomatologia; fra i 319 rimanenti, 32 non hanno eseguito la TAC e 113 l'hanno eseguita oltre le 3 ore e pertanto sono stati esclusi dalle successive analisi. Fra i pz arrivati in PS quindi, 174 (27.9%) sono pervenuti ad una tempestiva definizione diagnostica. I successivi criteri di esclusione sono rappresentati in tabella:

n. pz iniziale

 

174

emorragie

 
 

35

PA>185/110

 

 

26

sintomi
minori

 

 
 

31

terapia
anticoagulante

 

6

recente ictus

 
 

1

totale pz

 

75

Pertanto dell'intera casistica considerata solo il 12.0% poteva ritenersi eligibile per un eventuale trattamento trombolitico. Non considerando invece il criterio del ritardo e quindi valutando la popolazione globalmente, i pz esclusi a causa degli ulteriori criteri erano 356 e pertanto il 42.9% sarebbe stato eligibile per il trattamento trombolitico. I nostri risultati confermano che il tempo è uno dei fattori cruciali nel determinare l'eligibilità di inclusione di pz con ictus ischemico in protocolli di terapia trombolitica. Si rende necessario pertanto organizzare programmi e percorsi che incidano sia sul ritardo extraospedaliero che su quello intraospedaliero: programmi di educazione sanitaria indirizzati alla popolazione generale, ai medici di base, alle organizzazioni di assistenza pubblica; e percorsi intraospedalieri dal triage, alla visita in PS, alla radiologia e ai laboratori che riducano al minimo i tempi di esecuzione delle varie fasi diagnostiche di un evento cerebrovascolare acuto.

(*) N Engl J Med 1995; 333: 1581-1587

 

[1999]

Indice "STROKE / Gestione della fase acuta"
Indice STROKE