Il mappaggio della corteccia motoria per
mezzo della stimolazione magnetica transcranica (TMS), è stato utilizzato per studiare la
riorganizzazione della via cortico-spinale in varie condizioni patologiche quali
lamputazione di un arto superiore, lesioni del midollo spinale, e più recentemente
nello stroke. Tuttavia, in questultimo caso, i pazienti non sono stati studiati in
fase acuta ed il follow up si è fermato a quattro mesi.
Lo scopo del presente studio
è valutare le eventuali modificazioni nella rappresentazione corticale di un muscolo
della mano e la possibile riorganizzazione della via cortico-spinale che si possono
verificare durante il processo di recupero dopo stroke, dalla fase acuta fino a sei mesi.
Pazienti e metodi. Sette
pazienti con primo stroke da ischemia nel territorio della cerebrale media, sono stati
sottoposti al giorno 1 (entro le prime 48 ore) e successivamente dopo 15-30-90-180 giorni
a mappaggio bilaterale della rappresentazione corticale del I° interosseo dorsale (PID)
per mezzo della TMS, utilizzando coil focale a "forma di 8". La tecnica di
mappaggio del PID era stata precedentemente applicata a 43 soggetti normali. Larea
di rappresentazione corticale era costituita da tutti i punti, stimolati a distanza di 1
cm luno dallaltro su una griglia centrata su CZ, da cui era possibile evocare
una risposta dal muscolo bersaglio a riposo, con intensità di stimolazione del 10% sopra
la soglia. Per ciascuna rappresentazione corticale sono state prese in considerazione,
oltre alla soglia ed allarea, il "volume" (area x somma delle ampiezze in
ciascun punto di stimolazione) e lo "hot spot" (il punto dal quale si otteneva
la risposta di maggiore ampiezza e latenza più corta). Tutte le ampiezze sono state
espresse in % delle relative M max. Inoltre è stata eseguita una valutazione clinica
tramite NIH Stroke Scale e un Indice di Forza Muscolare della mano (HSI), derivato dai
gradi MRC (0=nessun movimento, 5=forza normale) al giorno 1, e con le suddette scale e il
Barthel Index nelle valutazioni successive.
Risultati. Al giorno 1,
sullemisfero affetto, la soglia media era 60.7 ±14.2 %, larea media era
19.2±10.2 cmq, il volume medio era 11.5±9.7, le coordinate medie dellhot spot
erano 5.1±1cm lateralmente al vertice e 0±1.5 rispetto alla linea biauriculare. Il
punteggio medio NIH era 11±2.9, il punteggio medio HSI era 2.5±0.7. Al giorno 180, dal
lato affetto, la soglia media era diminuita (48.7±8.9, p= 0.054), larea media era
aumentata, ma non significativamente (21.5±3.1 cmq), il volume medio era
significativamente aumentato (39.5±18.6 p<0.05), le coordinate medie dellhot
spot erano 4.8±0.6 cm lateralmente al vertice e 1±0.5 cm davanti alla linea biauriculare
con uno spostamento, quindi, verso lavanti ai limiti della significatività
(p=0.055). Sia i punteggi NIH (3.7±2.2 p<0.001), che HSI (4.4±0.5 p<0.001) era
significativamente migliorati; il Barthel Index era 96.4±9.4.
Sul lato sano, al giorno 180, non si
osservavano variazioni statisticamente significative dei parametri della mappa considerati
rispetto al giorno 1.
Conclusioni. I nostri dati
preliminari suggeriscono che, durante la fase di recupero dopo uno stroke, ci sia un
aumento di eccitabilità del sistema corticospinale parallelamente al recupero clinico; è
possibile inoltre, che si verifichi un riarrangiamento dellarea di rappresentazione
corticale testimoniato dallo spostamento dellhot spot. Questultimo dato
indicherebbe lesistenza di una plasticità cerebrale nelladulto, che potrebbe
giocare un ruolo importante nei meccanismi di recupero dopo stroke.
[1999]