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DELLA RAPPRESENTAZIONE CORTICALE DI UN MUSCOLO DELLA MANO DURANTE IL PROCESSO DI RECUPERO MOTORIO DOPO STROKE. STUDIO CON STIMOLAZIONE MAGNETICA TRANSCRANICA FOCALE.

R. Bella, G. Rapisarda, G. Fava, G. Alagona, V. Delvaux*, G. Pennisi.
Istituto di Scienze Neurologiche, Università di Catania.
*Dip. di Neurologia Università di Liegi, Belgio.

Il mappaggio della corteccia motoria per mezzo della stimolazione magnetica transcranica (TMS), è stato utilizzato per studiare la riorganizzazione della via cortico-spinale in varie condizioni patologiche quali l’amputazione di un arto superiore, lesioni del midollo spinale, e più recentemente nello stroke. Tuttavia, in quest’ultimo caso, i pazienti non sono stati studiati in fase acuta ed il follow up si è fermato a quattro mesi.

Lo scopo del presente studio è valutare le eventuali modificazioni nella rappresentazione corticale di un muscolo della mano e la possibile riorganizzazione della via cortico-spinale che si possono verificare durante il processo di recupero dopo stroke, dalla fase acuta fino a sei mesi.

Pazienti e metodi. Sette pazienti con primo stroke da ischemia nel territorio della cerebrale media, sono stati sottoposti al giorno 1 (entro le prime 48 ore) e successivamente dopo 15-30-90-180 giorni a mappaggio bilaterale della rappresentazione corticale del I° interosseo dorsale (PID) per mezzo della TMS, utilizzando coil focale a "forma di 8". La tecnica di mappaggio del PID era stata precedentemente applicata a 43 soggetti normali. L’area di rappresentazione corticale era costituita da tutti i punti, stimolati a distanza di 1 cm l’uno dall’altro su una griglia centrata su CZ, da cui era possibile evocare una risposta dal muscolo bersaglio a riposo, con intensità di stimolazione del 10% sopra la soglia. Per ciascuna rappresentazione corticale sono state prese in considerazione, oltre alla soglia ed all’area, il "volume" (area x somma delle ampiezze in ciascun punto di stimolazione) e lo "hot spot" (il punto dal quale si otteneva la risposta di maggiore ampiezza e latenza più corta). Tutte le ampiezze sono state espresse in % delle relative M max. Inoltre è stata eseguita una valutazione clinica tramite NIH Stroke Scale e un Indice di Forza Muscolare della mano (HSI), derivato dai gradi MRC (0=nessun movimento, 5=forza normale) al giorno 1, e con le suddette scale e il Barthel Index nelle valutazioni successive.

Risultati. Al giorno 1, sull’emisfero affetto, la soglia media era 60.7 ±14.2 %, l’area media era 19.2±10.2 cmq, il volume medio era 11.5±9.7, le coordinate medie dell’hot spot erano 5.1±1cm lateralmente al vertice e 0±1.5 rispetto alla linea biauriculare. Il punteggio medio NIH era 11±2.9, il punteggio medio HSI era 2.5±0.7. Al giorno 180, dal lato affetto, la soglia media era diminuita (48.7±8.9, p= 0.054), l’area media era aumentata, ma non significativamente (21.5±3.1 cmq), il volume medio era significativamente aumentato (39.5±18.6 p<0.05), le coordinate medie dell’hot spot erano 4.8±0.6 cm lateralmente al vertice e 1±0.5 cm davanti alla linea biauriculare con uno spostamento, quindi, verso l’avanti ai limiti della significatività (p=0.055). Sia i punteggi NIH (3.7±2.2 p<0.001), che HSI (4.4±0.5 p<0.001) era significativamente migliorati; il Barthel Index era 96.4±9.4.

Sul lato sano, al giorno 180, non si osservavano variazioni statisticamente significative dei parametri della mappa considerati rispetto al giorno 1.

Conclusioni. I nostri dati preliminari suggeriscono che, durante la fase di recupero dopo uno stroke, ci sia un aumento di eccitabilità del sistema corticospinale parallelamente al recupero clinico; è possibile inoltre, che si verifichi un riarrangiamento dell’area di rappresentazione corticale testimoniato dallo spostamento dell’hot spot. Quest’ultimo dato indicherebbe l’esistenza di una plasticità cerebrale nell’adulto, che potrebbe giocare un ruolo importante nei meccanismi di recupero dopo stroke.

 

[1999]

Indice "STROKE / Inquadramento Clinico e Riabilitazione"
Indice STROKE