| STROKE NEWS 
Gennaio 1999
u Basse concentrazioni di folato e di vitamina B6 come fattori di
rischio per lo stroke, malattia vascolare e coronaropatia.
European COMAC Group.
In uno studio multicentrico condotto in Europa su 750
pazienti con malattia vascolare ed 800 pazienti di controllo sono stati valutati i livelli
plasmatici di omocisteina (prima e dopo carico con metionina), di folato eritrocitario, di
vitamina B12 e vitamina B6.
Parametro |
Elevato
rischio di malattia vascolare |
| concentrazioni
di omocisteina |
· > 80° percentile rispetto ai soggetti controllo
· 12,1 m mol/L
· 38.0 m mol/L dopo carico di metionina |
| concentrazioni
di folato eritrocitario |
< 10°
percentile (<513 nmol/L) |
| Concentrazioni
di vitamina B6 |
< 20°
percentile (<23.3 nmol/L) |
Lo studio ha documentato che più bassi livelli di folato e
di vitamina B6 conferiscono un aumentato rischio di aterosclerosi.
Specifici trial dovranno verificare lefficacia del trattamento con queste vitamine
nella prevenzione primaria e secondaria delle malattie vascolari.
[Robinson K et al., Circulation 1998, 97: 437-443]
u Prevalenza di fibrillazione atriale e stroke in pazienti portatori
di pacemaker, soprattutto in pazienti con pacing ventricolare.
Sono stati esaminati 210 pazienti. Sono stati esclusi dallo
studio i pazienti con precedenti episodi di ischemia cerebrale e/o fibrillazione atriale.
Cento pazienti erano portatori di pacemaker per blocco atrioventricolare (AV) totale e 110
pazienti per malattia del nodo del seno (SSS).
I pazienti sono stati seguiti per 2 anni per valutare lincidenza di fibrillazione
atriale e di stroke.
Lincidenza di fibrillazione atriale è stata del 10% ad 1 anno e dell11% a 2
anni, con un tasso maggiore per i pazienti con pacemaker ventricolare (p<0.05).
Nessuna differenza è stata notata tra pazienti sottoposti a pacemaker per blocco AV e
quelli per SSS.
A 2 anni si sono verificati 29 casi di ischemia cerebrale: 9 pazienti avevano blocco AV
mentre 29 pazienti erano affetti da malattia del nodo del seno (p<0.05).
[Mattioli AV et al., Clin Cardiol 1998; 21: 117-122]
u I sintomi depressivi sono associati ad un aumentato rischio di
mortalità per stroke
Una popolazione di 6.676 persone non affette da stroke
(45,8% maschi; 79,1% bianchi; di età media 43,4 anni) della Contea di Alameda in
California (USA) è entrata a far parte di uno studio prospettico teso a valutare
lassociazione tra sintomi depressivi e mortalità causata da stroke.
I sintomi depressivi sono stati valutati mediante i 18-item della "Human Population
Laboratory Depression Scale".
Nel corso dei 29 anni di follow-up si ebbero 169 morti per stroke. Cinque o più sintomi
depressivi erano associati ad un aumentato rischio di mortalità per stroke.
[Everson SA et al, Arch Intern Med 1998; 158: 1133-1138]
u Il forame ovale pervio è un importante predittore di esito avverso
in pazienti con embolia polmonare grave.
Lo studio prospettico ha coinvolto 139 pazienti con embolia
polmonare grave.
In 48 pazienti (35%) è stata diagnosticato forame ovale pervio. Tra questi vi fu una
mortalità del 33% rispetto al 14% dei pazienti con eco-contrasto negativo (p=0.015).
I pazienti con forame ovale pervio presentarono anche unincidenza di stroke
ischemico significativamente più alta (13% vs 2,2%; p=0.02) ed embolia arteriosa
periferica (15% vs 0%; p<0.001).
[Konstantinides S. et al, Circulation 1998; 97: 1946-1951]
u DEMENZA POSTSTROKE
EUROPEAN COMMUNITY PROJECT FLORENCE
STROKE REGISTRY
339 pazienti dei 635 pazienti con stroke pervenuti in due
ospedali dellarea di Firenze nel periodo ottobre 1993 settembre 1994, sono
stati osservati per 1 anno per valutare linsorgenza di demenza poststroke.
Nel 16,8% (57 pz) dei pazienti esaminati, fu diagnosticata una demenza come conseguenza
dello stroke.
Letà, la fibrillazione atriale e la gravità dello stroke sono fattori predittivi
della demenza poststroke.
[Inzitari D et al., Stroke 1998; 29: 2087-2093]
u Lanemia emolitica (sickle-cell disease) è una delle principali
cause di stroke nei bambini
Il "Baltimore Washington Cooperative Young
Stroke Study" è il principale studio finalizzato allo studio delleziologia
dello stroke nei bambini e nei giovani adulti.
Sono stati studiati 35 bambini colpiti da infarto ischemico (18) e da emorragia
intracerebrale (17).
Più
comuni cause di stroke ischemico: |
· Anemia emolitica (39%)
· Vasculopatie |
Più
comuni cause di emorragia intracerebrale: |
· Malformazioni arterovenose (29%)
· Disordini
ematologici (23%)
· Vasculopatia
(18%)
· Complicanza
chirurgica (12%)
· Coagulopatia
(6%) |
Lincidenza totale di stroke nei bambini è stata del
1,29 per 10.000 / anno:
- stroke ischemico: 0,58 per 100.000
- emorragia intracerebrale: 0,71 per 100.000
Lincidenza di stroke tra i bambini affetti da anemia
emolitica è stata dello 0,28 per 100.000 / anno.
[Earley CJ et al. Neurology 1998; 51: 169-176]
u Linterruzione della
terapia anti-ipertensiva rappresenta un importante fattore di rischio per emorragia
intracerebrale nei soggetti ipertesi.
Nel periodo 1990-1992 sono stati studiati 331 pazienti in
cui era stata diagnosticata emorragia intracerebrale mediante tomografia computerizzata o
autopsia.
Dai dati risulta che lipertensione raddoppia il rischio di emorragia intracerebrale
(OR = 2,45; 95% CI = 1,61 a 3,73).
Lodd ratio (OR) associato allipertensione era significativamente maggiore in
coloro che avevano cessato di assumere farmaci anti-ipertensivi (OR, 4,98; 95% CI, 2,25 a
11,02)
[Thrift AG et al., Hypertension 1998; 31:1223-1229]

STUDIO V.H.A.S.
Verapamil in Hypertension and Atherosclerosis Study
Lo studio VHAS è uno studio randomizzato in doppio cieco
per i primi 6 mesi di trattamento e in aperto per i 18 successivi, a gruppi paralleli,
della durata complessiva di 2 anni. Lobiettivo dello studio era quello di comparare
gli effetti long-term del Verapamil e del Clortalidone sulla pressione arteriosa e sulla
progressione / regressione delle lesioni della parete carotidea nei pazienti ipertesi.
Risultati:
Eventi Cardiovascolari
In accordo con lo status carotideo e i trattamenti
| |
Totale
(n° di pazienti) |
Verapamil
(n° di pazienti) |
Clortalidone
(n° di pazienti) |
| Normali |
8/153 |
3/76 |
5/77 |
| Ispessiti |
11/121 |
5/67 |
6/54 |
| Con placca |
31/182 * |
11/81** |
20/101 |
* Differenza tra gli strati. Test del chi-quadro p< 0.01
** Verapamil versus Clortalidone. Test long-linear p<0.05.
Conclusioni.
Il Verapamil ha dimostrato una maggiore efficacia nel
determinare una riduzione dellevoluzione del processo aterosclerotico e quindi nella
prevenzione degli eventi ad esso correlati.
[Zanchetti A. et al. J Hypertension 1998; 16: 1667-1676].
Xagena
E-mail: 
medicina@xagena.it

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