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USO DEL GLICEROLO NELL'ICTUS ACUTO IN ITALIA: L'ESPERIENZA DELL'IST

Enrico Righetti, Lorenzo Spizzichino, Maria Grazia Celani, Teresa Anna Cantisani e Stefano Ricci, a nome dei Collaboratori Italiani allo Studio IST.
Servizio per le Malattie Cerebrovascolari, USL, 2, Perugia

I Centri Italiani partecipanti allo studio IST hanno incluso più di 3000 pazienti; la scheda di dimissione prevedeva la segnalazione dell'uso di farmaci antiedemigeni, quali il glicerolo o il mannitolo (OA), durante i primi 15 giorni dopo l’ictus. Pertanto i dati IST rappresentano una fonte preziosa di informazioni circa la farmacoepidemiologia degli OA, il cui uso è tuttora molto diffuso in Italia, ma pressoché sconosciuto in quasi tutti gli altri Paesi (con l’interessante eccezione della Cina !). In precedenti occasioni abbiamo presentato dati relativi alle variabili collegate all'uso degli OA nell'IST; scopo del presente lavoro è valutare l’effetto della terapia antiedema sulla prognosi. Va preliminarmente precisato che non si tratta di uno studio randomizzato, in quanto l’uso degli OA era lasciato alla scelta del singolo medico partecipante; tuttavia le informazioni ottenibili da questa analisi sono verosimilmente utilizzabili come "generatrici di ipotesi" per studi futuri.

Per l'analisi univariata sono disponibili dati su 3108 pazienti dei 3112 inclusi; i risultati sono riportati di seguito, in termini di rischio per i pazienti trattati con OA. Mortalità a 15 gg: OR 3.27, CI 2.44/4.37. Mortalità a 6 mesi: OR 2.22, CI 1.84/2.67. Disabilità a 6 mesi: OR 1.7, CI 1.44/2. Outcome negativo a 6 mesi: OR 2.02, CI 1.75/2.34.

Poiché l’effetto pesantemente negativo dell'uso degli OA potrebbe essere almeno in parte dovuto al fatto che gli stessi venivano più di frequente prescritti nei pazienti più gravi (anche se questa non è la principale variabile correlata al loro uso, come dimostrato in precedenti analisi), abbiamo effettuato una regressione logistica, includendo nel modello tutti i fattori che notoriamente influenzano la prognosi in senso negativo: l’età, la sindrome clinica, il livello di coscienza, la presenza di fibrillazione atriale, l’avvenuta esecuzione della TC, l’uso di steroidi. I risultati di tali analisi (per le quali si è sempre ottenuta un'alta significatività globale del modello) sono riportati di seguito, sempre in termini di rischio per i pazienti trattati con diuretici osmotici. Mortalità a 15 gg: OR 1.35, CI 1.15/1.58. Mortalità a 6 mesi: OR 1.22, CI 1.09/1.35. Disabilità a 6 mesi: OR 1.2, CI 1.1/1.31. Outcome negativo a 6 mesi: OR 1.25, CI 1.15/1.36.

In conclusione, pur con tutti i limiti dovuti al tipo di studio non randomizzato, questi risultati suggeriscono che l’uso degli OA è correlato ad una peggiore prognosi del paziente. Visto I'ampio uso di questi farmaci in Italia (il 48,2% dei pazienti inclusi nell' IST è stato trattato con glicerolo o mannitolo), appare indispensabile e non più dilazionabile organizzare uno studio controllato di dimensioni adeguate per dare una risposta definitiva al problema.

Indice "STROKE / Gestione della fase acuta"
Indice STROKE