INCIDENZA
DELLEMBOLISMO DI ORIGINE VASCOLARE E
CARDIACA NELLO STROKE ISCHEMICO. IMPLICAZIONI
PROGNOSTICO-TERAPEUTICHE DALLANALISI DI UNA
CASISTICA OSPEDALIERA.
A. Conti, R. Innocenti,
G. Cagliarelli, G. Saade, F. Ferrante,
L. DegliInnocenti, G. Bini, S.
Grifoni, G. Berni
Medicina Interna e Dipartimento
Emergenza Accettazione -
Azienda Ospedaliera Careggi
Firenze.

Nellintento di standardizzare liter
diagnostico-terapeutico e di valutare il ruolo dellembolismo nello stroke ischemico
dei pazienti che affluiscono al DEA della Azienda Ospedaliera Careggi-Firenze, abbiamo
analizzato il decorso clinico di 136 pazienti (età media 72.4 + 10.2, 76 maschi)
ricoverati per stroke ischemico negli anni 1995-96 e per i quali esistevano dati clinici e
strumentali necessari alla suddivisione in classi etiologiche secondo le indicazioni del
gruppo TOAST (Stroke 1993; 24: 35-41).
31 pz (23%, età 71 +/- 10) erano affetti da stroke aterotrombotico
(mortalità 19%, 50% entro la prima settimana), 27 pz (20%, età 77 +/- 11) da stroke
cardioembolico (mortalità 19%, 37% entro la prima settimana), 36 pz (26%, età 66 +/- 10)
da stroke lacunare (nessun decesso), 2 pz (1%) con stroke di altra etiologia (vasculite e
sindrome da anticorpi antifosfolipidi), 40 pz (30%, età 71 +/- 12) con stroke di origine
non determinata (pz con due o più cause identificabili o con valutazione negativa,
mortalità 15%), di cui 15 pz (39%) presentavano una sorgente cardioembolica. Nel gruppo
con valutazione negativa lecotomografia transesofagea ha permesso di identificare 5
pz con embolismo dallarco aortico. Lo stesso campione è stato suddiviso anche in
base allestensione anatomica correlata alle classi cliniche: Sindrome Totale del
Circolo Anteriore (TACI) 30 pz (22%, età 75 +/- 12; mortalità 41%), Sindrome Parziale
del Circolo Anteriore (PACI) 46 pz (34%, età 70 +/- 13; mortalità 9%), Sindrome del
Circolo Posteriore (POCI) 13 pz (10%, età 67 +/- 11; mortalità 8%), Sindrome Lacunare
(LACI) 47 pz (35%, età 67 +/- 12; nessun decesso). La frequenza di appartenenza dei
sottogruppi etiologici considerati alle varie classi cliniche era omogenea. Lanalisi
statistica evidenzia inoltre che la compromissione totale del circolo anteriore è
parametro predittivo di mortalità precoce indipendentemente dalla diversa origine
etiologica (p< .0001). Gli stroke cardioembolici dimostrano una mortalità globale
sovrapponibile agli stroke aterotrombotici. Poichè il cardioembolismo, in senso stretto,
non esaurisce lipotesi embolica, riteniamo opportuna la terapia anticoagulante
associata a quella antiaggregante nel gruppo di stroke ad etiologia non determinata con
due o più cause identificabili, fra cui una sorgente cardioembolica. Inoltre consideriamo
opportuna lattuazione della prevenzione precoce dei successivi episodi embolici
mediante trattamento eparinico infusivo entro 48 ore dallo stroke cardioembolico,
limitatamente al gruppo clinico di interessamento parziale del circolo anteriore (PACI)
per la descritta maggiore recidiva di stroke in questo sottogruppo e per il supposto
rischio di infarcimento emorragico nelle sindromi totali (TACI).

Indice "STROKE /
Epidemiologia"
Indice STROKE
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