ANDAMENTO
TEMPORALE DELLINCIDENZA DELLICTUS
CEREBRALE IN VALLE DAOSTA TRA IL 1989 E IL 1996
G. DAlessandro, G.
Corso, M. Di Giovanni, C. Martinazzo,
*C. Geda, *G. Ferrari, V. Gerbaz,
C. Polillo, A. Cerruti, L. Iannizzi,
F. De La Pierre, L. Roveyaz, E.
Bottacchi
U.O. di Neurologia Ospedale
Regionale Aosta - *Ospedale di Ivrea (To)

Introduzione e Obiettivo. In Italia, sebbene non esistano
significative differenze regionali della frequenza dellictus, come dimostrato dai
risultati dei numerosi studi epidemiologici condotti in questi ultimi dieci anni, e la
riduzione del tasso di mortalità sia in linea con quello degli altri paesi occidentali,
non sono disponibili dati relativi allandamento temporale dellincidenza
dellictus cerebrale. Per supplire a tale mancanza, in questo studio abbiamo
confrontato gli attuali tassi di incidenza con quelli rilevati in un precedente studio
condotto nel 1989.
Metodi e Risultati. I due studi sono stati condotti dai
medesimi ricercatori utilizzando lo stesso disegno. In entrambi gli studi inoltre sono
stati rispettati quasi tutti i criteri proposti da Malmgren per "uno studio
epidemiologico ideale". La Valle dAosta, per le sue caratteristiche
geografiche, demografiche (118.723 residenti al 1996) e la presenza di un unico ospedale
ove affluisce quasi tutta la popolazione residente, è un osservatorio ideale per gli
studi epidemiologici delle malattie cerebrovascolari in quanto consente di identificare
tutti i potenziali pazienti affetti da sospetto ictus cerebrale che si verificano nella
regione.
Durante i due periodi di studio sono stati registrati 439 casi di
primo ictus cerebrale. Di questi, 254 si sono verificati nel primo periodo di studio, 1
Gennaio-31 Dicembre 1989 e 185 durante i primi sei mesi del secondo periodo, 1 Novembre
1996-30 Aprile 1997.
Il tasso di incidenza annuale grezzo è stato di 222 per 100.000 nel
1989 e di 312 per 100.000 nel 1996-97, con un incremento del 39% (p<0.0001).
Lincremento del tasso di incidenza osservato ha interessato entrambi i sessi, ma è
stato più evidente nei maschi (p<0.0001) nella fascia detà tra i 65-74 anni.
Letà media dei pazienti allesordio dellictus, sebbene più alta nelle
femmine, è rimasta invariata nei due periodi. Nel 1989 è stata di 72.6 anni (M=71.2.;
F=73.8) e nel 1996-97 di 73.3 anni (M=71.2; F= 77.2).
Dopo aggiustamento per età alla popolazione italiana del 1991, i
tassi di incidenza sono risultati di 240 per 100.000 nel 1989 e di 271 per 100.000 nel
1996-97 con un incremento non significativo del 13%. Tra i due periodi i tassi sono
rimasti invariati nelle femmine (257 vs 269 per 100.000), mentre sono aumentati del 19%
(p< 0.05) nei maschi (227 vs 271 per 100.000).
Conclusioni. I nostri dati confermano laumento
dellincidenza dellictus cerebrale segnalato recentemente in diversi studi.
Lincremento non è un artefatto dovuto allinvecchiamento della popolazione ma
è reale. Una spiegazione potrebbe essere individuata nella mancata prevenzione primaria
dellictus cerebrale. Da un punto di vista pratico, restando invariati gli standard
di assistenza, laumento in termini assoluti del numero di pazienti colpiti da ictus
dovrà essere preso in considerazione nella programmazione futura dei servizi
socio-sanitari.

Indice "STROKE /
Epidemiologia"
Indice STROKE
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