PREVENZIONE
DELLO STROKE E FIBRILLAZIONE ATRIALE:
USO DELLA TERAPIA ANTICOAGULANTE ORALE
NELLA PRATICA CLINICA
G. DAlessandro, C.
Corso, C. Martinazzo, M. Di Giovanni,
*M. Presenti Campagnoni, *L. Silvestri, *C. Polillo,
°M. De Marchi, °G. Begliuomini, L. Iannizzi,
L. Roveyaz e E. Bottacchi
U.O. di Neurologia e di Neurofisiopatologia, *U.O. di Medicina dUrgenza,
°U.O. di Cardiologia e U.O. di
Geriatria. Ospedale Regionale Aosta.

La Fibrillazione Atriale Non Valvolare (FANV) è un importante
fattore di rischio dello stroke ischemico. In presenza di altre condizioni, quali
ipertensione arteriosa, diabete mellito, storia di precedenti eventi ischemici cerebrali,
età avanzata e dilatazione atriale, il rischio annuale di embolia cerebrale è compreso
tra il 3 e il 12%. Numerosi studi di prevenzione primaria e secondaria a breve e medio
termine, condotti in questi ultimi anni hanno dimostrato che nei pazienti affetti da FANV
la terapia anticoagulante orale (ACO) è in grado di ridurre il rischio di embolia
cerebrale del 68%. E esperienza quotidiana invece osservare che la maggior parte dei
soggetti affetti da FANV che presentano uno stroke ischemico non effettua alcuna terapia
preventiva. Allo scopo di verificare che cosa succede realmente nella pratica clinica e di
individuare le cause della mancata profilassi, abbiamo istituito in Valle dAosta un
registro della FANV. In questo registro vengono annotati, oltre ai dati anagrafici, la
durata e il tipo di FANV, il motivo dellosservazione, la presenza di eventuali
fattori di rischio vascolare associati, la terapia domiciliare e le cause della mancata
profilassi ACO.
Durante i primi 9 mesi di registrazione (1° novembre 1996 - 31
agosto 1997) sono stati registrati 150 casi (età media 75.2 anni, range 53-94 anni). Di
questi 64 (43%) sono risultati di sesso maschile (età media 73.2 anni, range 53-94 anni)
e 86 (47%) di sesso femminile (età media 76.6 anni, range 56-94 anni). Il 21% (31/150) è
risultato affetto da FANV parossistica e il 79% (119/150) da FANV cronica. Il motivo
dellosservazione è stato: evento cerebrovascolare acuto (45%); cardiopatia (18%) e
disturbo respiratorio (13%). Le patologie più frequentemente associate alla FANV sono
risultate lipertensione arteriosa (58%), la cardiopatia (42%), lo stroke ischemico
di prima diagnosi (27%) e il diabete mellito (15%). Il 20% dei pazienti con durata della
FANV maggiore di un anno è risultato in terapia antitrombotica (ACO = 14% antiaggreganti
piastrinici = 6%). Mentre nel gruppo FANV e stroke ischemico di prima diagnosi la
percentuale dei pazienti in terapia antitrombotica è stata del 15% (ACO = 9%;
antiaggreganti piastrinici = 6%). Nel 30% di questi pazienti la diagnosi di FANV è stata
posta al momento dellosservazione. In entrambi i gruppi, una controindicazione alla
terapia antitrombotica è emersa nel 20% dei casi.
Conclusioni. Dallanalisi dei nostri dati emerge che la maggior
parte dei pazienti affetti da FANV non effettua alcuna terapia preventiva antitrombotica.
Le cause della mancata prescrizione sono molteplici. Le principali sono da individuare
nella mancanza di collegamento tra il personale medico interessato al problema e nella
scarsa conoscenza della malattia nella popolazione generale.

Indice "STROKE /
Prevenzione Secondaria"
Indice STROKE
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