DIAGNOSTICA
SINDROMICA DEL TIA
Luigi Murri
Clinica Neurologica, Università di Pisa

Il termine "attacco ischemico transitorio" (TIA) definisce
un deficit neurologico focale di natura ischemica ad insorgenza improvvisa e che si
risolve completamente entro 24 ore.
Si tratta pertanto di un criterio diagnostico strettamente clinico
che non sempre coincide, specialmente riguardo al concetto di completa reversibilità, con
la diagnostica di neuroimmagine. Il TIA precede circa il 50% degli infarti tromboembolici
e circa il 25% degli infarti lacunari e quindi è molto importante identificare le varie
sindromi cliniche con cui può manifestarsi.
Infatti una tempestiva diagnosi sia relativa al territorio vascolare
interessato dal TIA che alla sua eziopatogenesi può permettere una efficace prevenzione
primaria dellinfarto cerebrale.
Tuttavia la diagnosi sindromica del TIA talora può risultare poco
accurata specie quando si basa esclusivamente su informazioni anamnestiche difficili da
raccogliere in modo adeguato dato che frequentemente la durata del TIA è inferiore a 30
minuti.
Tradizionalmente dal punto di vista sindromico, a seconda del
distretto vascolare interessato, si distinguono TIA carotidei e TIA vertebro-basilari.
I TIA carotidei sono circa tre volte più frequenti e si manifestano
nella maggior parte dei casi con mono/emiparesi, emisindrome sensitiva o
disfasia/disartria. Talora però anche un isolato disturbo della sensibilità localizzato
distalmente allarto superiore, può essere la manifestazione di un TIA carotideo a
causa dellestesa rappresentazione corticale di tale distretto corporeo e tale
sintomatologia può essere confusa con una patologia periferica. Anche i disturbi del
visus sono di frequente pertinenza carotidea di cui il più diffuso, oltre che
patognomonico, è lamaurosi transitoria.
Lemianopsia laterale omonima invece interessa più raramente
il distretto carotideo e, specie se isolata, è difficile differenziarla da un TIA
vertebro-basilare.
Un deficit associato ad uno o più nervi cranici con un disturbo
motorio o sensitivo allemisoma controlaterale o parte di esso anche bilateralmente,
è indicativo di un coinvolgimento del distretto vertebro-basilare.
Una sindrome vertebro-basilare di frequente riscontro è una
emisindrome sensitiva omolaterale isolata o in associazione con atassia, disartria e
parestesie periorali.
Di più rara evenienza, ma patognomonica di un coinvogimento
vertebrale a livello dellarteria spinale anteriore, è limprovvisa perdita del
tono posturale con caduta a terra senza alterazione della coscienza (drop-attack).
Un quadro clinico particolare è costituito dallamnesia
globale transitoria che è dovuta ad un coinvolgimento delle strutture del sistema
limbico. Tale disturbo è attribuito generalmente ad un TIA vertebro-basilare che
coinvolge le arterie cerebrali posteriori, ma può interessare anche il distretto
carotideo attraverso le arterie corioidee anteriori. Tale disturbo, specie se solo
anamnestico, può porre difficoltà diagnostiche differenziali con crisi parziali
complesse e pseudocrisi.
La perdita di coscienza senza altri disturbi focali e la
compromissione isolata di alcuni nervi cranici (vertigini, disfagia, diplopia e anche le
cefalee), non sono considerati generalmente TIA vertebro-basilari in quanto molto
aspecifici dal punto di vista diagnostico e comunque debbono stimolare una attenta
diagnosi differenziale.
Bibliografia:
- Toole JF: Cerebrovascular Disorders. Raven Press, New York, 1990
- Caplan LR: Stroke. A Clinical Approach. Butterworth-Heinemann,
Stoneham (MA), 1993.

Indice DIAGNOSTICA del TIA e
"MINOR STROKE"
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