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TROMBOSI DELLE VENE CEREBRALI: VALUTAZIONE
CON ANGIO-RM.

S. Giuffrida, R. Saponara, D. Restivo, S. Valvo, S. Lanza, G. Tigano*.
Istituto di Scienze Neurologiche, Università di Catania -
*Servizio di Neuroradiologia, Ospedale Garibaldi, Catania.

Nelle trombosi delle vene cerebrali (TVC) la modalità di esordio (acuta, subacuta, cronica) e le manifestazioni cliniche sono molto variabili; si possono osservare: crisi comiziali, deficit neurologici focali, cefalea, edema papillare. Più caratteristico è, invece, il quadro clinico delle trombosi venose cerebrali profonde (TVCP): alterazioni dello stato di coscienza di entità variabile, crisi comiziali, deficit neurologici focali, segni di decerebrazione o di ipertonia extrapiramidale. Vengono presentati 3 casi di TVC osservati presso il nostro Istituto; tutte di sesso femminile ed in trattamento con estroprogestinici per via orale. Due pazienti presentavano trombosi delle vene cerebrali profonde (bilaterale in una e monolaterale nell’ altra), la terza una trombosi del seno sagittale superiore. L’ incidenza della TVC non è conosciuta in quanto mancano studi epidemiologici; si ritiene, tuttavia, che tale patologia sia sottostimata. Diverse sono le cause patogenetiche che vengono distinte in: infettive e non infettive, locali e generali. Nei paesi industrializzati il trattamento con estro-progestinici incide per il 9% dei casi. Malgrado la grande variabilità della modalità e dei segni neurologici di esordio è possibile distinguere, secondo Bousser e Barnett, 4 gruppi: (1) ipertensione endocranica simulante uno pseudotumor cerebri, (2) segni neurologici focali, (3) sindrome del seno cavernoso, (4) presentazione clinica insolita. La più frequente localizzazione delle TVC è a livello del seno sagittale superiore, del trasverso e nelle vene cerebrali superficiali; meno frequente è la localizzazione nelle vene cerebrali profonde, dove è generalmente bilaterale. La prognosi della TVCP è molto severa; gli unici casi riportati di completa risoluzione o con minimo reliquato neurologico sono rappresentati da TVCP unilaterali. Lo studio angiografico è stato finora considerato metodica di scelta per la diagnosi della TVC; tuttavia, a causa della sua invasività, non veniva sempre eseguito o veniva effettuato tardivamente portando ad un ritardo della diagnosi. Le nuove metodiche neuroradiologiche (RM ed Angio-RM con tecnica 2D-TOF) consentono una diagnosi immediata della TVC che ci permette di poter instaurare precocemente l’ idoneo trattamento farmacologico (anticoagulante). Isensee et Al. considerano diversi stadi evolutivi del trombo alla RM. Nella fase acuta (1-5 giorni dall’ esordio clinico) il trombo venoso, a causa dell’ elevato contenuto in deossiemoglobina, appare isointenso nella immagini T1 ed ipointenso nelle immagini T2; nella fase sub-acuta (6-15 giorni), per la trasformazione in metaemoglobina, si osserverà una iperintensità di segnale sia nelle immagini in T1 che in T2; nella fase tardiva (> 16 giorni) il segnale sarà disomogeneo e non dirimente ai fini diagnostici. Ulteriori ed utili informazioni sulla sede ed estensione della lesione trombotica vengono fornite dallo studio con tecnica 2D-TOF che ci consente di valutare il flusso nelle strutture venose. Riteniamo, pertanto, che lo studio RM ed Angio-RM possa sostituire l’ angiografia tradizionale nella diagnosi di TVC in fase acuta. L’ impiego di tale metodica, non invasiva, è di maggiore utilità soprattutto nei pazienti con più grave quadro clinico nei quali difficilmente si è portati ad effettuare metodiche invasive come l’ angiografia.

Indice "STROKE / Diagnostica per Immagini"
Indice STROKE