ECOSTRUTTURA
DELLE LESIONI CAROTIDEE E RISCHIO
EMBOLICO ENCEFALICO.
M. Frascisco**,
F.Ronco**, S. Oliva*, P. Tonello*, D.Vallino*, P. Mandelli*, G. Carbone*, D. Kefalas*
*Dip. Pronto Soccorso - Area Critica, Ospedale Gradenigo, Torino
**Sett. Org. di Angiologia, Ospedale G.
Bosco, Torino

Nello studio dei vasi cerebro-afferenti la maggioranza delle
indagini ultrasonografiche ha considerato solamente un parametro emodinamico misurabile,
la velocità di flusso, che si rapporta al grado di stenosi. Pochi studi hanno sino ad ora
considerato come il grado di rischio sia variabile non solamente in rapporto
allentità della stenosi, ma anche alle differenti caratteristiche ecostrutturali
delle lesioni ateromasiche. Il dato più controverso è rappresentato dalle lesioni
ulcerate, non sempre individuabili in misura corrispondente allanalogo reperto
istologico. Sulla base della nostra esperienza (circa 8.000 casi negli ultimi 5 anni)
riteniamo che le attuali apparecchiature eco color Doppler consentano, nella maggioranza
dei casi, di valutare contemporaneamente sia lentità della stenosi sia di giungere
ad unaffidabile definizione dei caratteri della superficie delle lesioni parietali.
Nel danno cerebrale, oltre alla compromissione emodinamica, assume importanza fondamentale
il danno embolico. La maggioranza degli strokes ischemici è causata da embolizzazioni
cardiogene o da arteria ad arteria. Prima che un grosso embolo occluda arterie cerebrali,
alcune fonti emboliche rilasciano numerosi microemboli nel sistema vascolare cerebrale che
possono essere clinicamente asintomatici ma che possono essere rilevati mediante
lapplicazione di metodiche ad ultrasuoni per via transcranica. Il rilevamento di
questi fenomeni potrebbe essere di fondamentale importanza nella scelta di un trattamento
che agisca sullemodinamica oppure sia di tipo antitrombotico. Attualmente la ricerca
di microemboli con eco color Doppler transcranico è la sola tecnologia disponibile nella
ricerca dei microemboli silenti clinicamente originati da lesioni cardiovascolari in grado
di produrre successivamente uno stroke maggiore.
Pur con le limitazioni imposte dallimpossibilità tecnica di
studiare alcuni pazienti e dalla dipendenza, tipica delle metodiche ad ultrasuoni, dalle
potenzialità delloperatore e dellapparecchiatura, i risultati finora
conseguiti indicano che la metodica può costituire un superamento di altre
precedentemente disponibili. La possibilità di individuare in acuto, con metodica non
invasiva ad ultrasuoni, lesioni morfologicamente ad alto rischio o di monitorare la
presenza e/o lorigine di eventi embolici cerebrali potrà assumere un ruolo definito
e, presumibilmente, non solo complementare rispetto ad altre metodiche più costose, nella
valutazione della fisiopatologia circolatoria intracranica, con gli inevitabili riflessi
terapeutici.

Indice "STROKE /
Diagnostica ultrasonologica"
Indice STROKE
|