VARIAZIONI
DEL NUMERO DI PIASTRINE E DI LEUCOCITI
NELLO STROKE IN FASE ACUTA E LORO INFLUENZA
SULL'OUTCOME.
Michele Morra,
Michela Alecci, Paola Dudine e Vito Toso.
Divisione Neurologica,
Ospedale "San Bortolo" U.L.SS. n° 6 "VICENZA"

Molti studi hanno dimostrato che le piastrine e i leucociti hanno un
ruolo chiave nella patogenesi della malattia cerebrovascolare.
Si sa che l'attivazione piastrinica è associata all'evento
trombotico e l'evidenza clinica dell'efficacia degli agenti antiaggreganti nella
prevenzione secondaria dimostra che la piastrina è la principale causa nella malattia
tromboembolica (1).
Una serie di studi ha evidenziato inoltre una correlazione
significativa tra il conteggio dei globuli bianchi e l'incidenza dell'ictus (2). Tali
osservazioni potrebbero essere un mezzo per individuare e quindi prevenire l'incidenza
della malattia cerebrovascolare. Lo scopo del nostro studio è stato quello di ricercare
il parametro di maggior capacità predittiva, tra quelli che concorrono alla genesi
dell'evento vascolare ischemico acuto.
Abbiamo studiato perciò 113 pazienti ricoverati presso la nostra
Divisione Neurologica in 18 mesi consecutivi che presentavano segni di ictus in fase
acuta.
In base ai sintomi presentati e agli esami eseguiti, i pazienti sono
stati suddivisi in tre gruppi (piccole, grandi arterie e cardioembolici) ed è stato
valutato l'outcome dopo un mese. Sono stati inoltre presi in considerazione alcuni
parametri ematologici tra cui la conta piastrinica e leucocitaria, sia all'ingresso (entro
12 ore dall'esordio della sintomatologia), che dopo 24 ore. Abbiamo poi confrontato tali
dati con quelli di un gruppo di controllo formato da 51 pazienti del nostro reparto simili
per età e sesso, ma che non presentavano segni di un evento vascolare acuto.
Dai dati elaborati emerge che i pazienti cerebrovascolari
presentavano una conta piastrinica inferiore rispetto al gruppo di controllo sia
all'ingresso che, in maniera significativa (p < 0.05), dopo 24 ore. In effetti nei
pazienti con ictus si evidenziava una riduzione del numero di piastrine (p < 0.02)
dall'ingresso al secondo controllo.
Al contrario la conta leucocitaria risultava significativamente più
elevata nei cerebrovascolari rispetto ai controlli (p < 0.01). Suddividendo poi i
pazienti in base all'outcome, quelli deceduti mostravano un aumento dei globuli bianchi
molto significativo (p < 0.0001) rispetto agli altri due gruppi (dipendenti, non
dipendenti). Tale leucocitosi non era comunque imputabile a patologie concomitanti.
In conclusione la riduzione piastrinica in fase acuta sembra essere
in relazione all'attivazione di tali elementi durante l'evento ischemico ma non è
correlabile all'outcome. Dal nostro lavoro emerge invece che un aumento dei globuli
bianchi all'esordio dell'ictus può avere un valore predittivo. Tale risultato è in
accordo con recenti studi che hanno dimostrato l'importanza dell'infiammazione nella
genesi dell'aterosclerosi.
1. Iwamoto T et al. Stroke 1995; 26:52-56.
2. Meiner Z et al. Acta Neurol. Scand. 1997; 96: 123-126.

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