ICTUS
CEREBRALE ISCHEMICO E MANIPOLAZIONI CERVICALI
S. Lanza, S. Valvo,
R. Saponara, D. Restivo, A. Carbonaro, S. Giuffrida.
Istituto di Scienze Neurologiche, Università degli Studi di Catania

Pratt-Thomas e Berger (1947) hanno per primi descritto casi di
stroke ischemico come complicanza da manipolazioni cervicali. Altri eventi che possono
dare ischemia nel territorio del circolo posteriore sono: yoga, lotta libera, nuoto,
manovre automobilistiche.
CASISTICA: Vengono presentati 3 casi di ischemia nel
territorio vertebro-basilare, secondari a rotazione brusca e violenta del collo, osservati
presso il nostro Istituto. In un caso la manovra traumatica era avvenuta durante
unesercitazione di lotta libera, gli altri successivi a manovre chiropratiche. In
tutti i pazienti la sintomatologia è insorta con dolore nucale e retroauricolare al
momento dellevento traumatico; i segni neurologici sono comparsi in un caso dopo ½
ora, negli altri dopo 3 giorni. Lo studio neuroradiologico ha evidenziato la presenza di
una ischemia temporo-occipitale dx con interessamento del talamo (territorio della PCA),
negli altri la lesione ischemica era localizzata a livello cerebellare postero-basale e
postero-laterale del bulbo (territorio della PICA). Il recupero clinico, in tutti i casi,
è stato soddisfacente entro 2 settimane dallesordio clinico; un paziente ha avuto
come esito una emianopsia omonima, gli altri una minima sensazione di disequilibrio.
DISCUSSIONE: La manipolazione cervicale può determinare
stroke ischemico nel territorio del circolo posteriore per una lesione dellarteria
vertebrale (VA); il segmento della VA maggiormente interessato è quello atlantico che si
estende con decorso orizzontale dallemergenza del forame trasverso dellatlante
alla membrana atlanto-occipitale. La brusca rotazione del collo determina uno stiramento
del vaso con conseguente lesione intimale e formazione di un trombo che può embolizzare o
estendersi alla basilare. E stato altresì ipotizzato un terzo meccanismo
rappresentato da una alterazione emodinamica non compensata dalla circolazione anteriore.
Studi realizzati su cadavere hanno dimostrato una riduzione del flusso sulla VA
controlaterale quando si ha una deviazione del capo di 60°, mentre a 80° il flusso si
arresta. Il mantenimento di una sufficiente irrorazione vascolare in fossa cranica
posteriore è ovviamente dipendente dallaltra VA. Nei casi in cui la VA è
ipoplasica o termina a livello della PICA il mantenimento di una buona perfusione nei
territori a valle dipenderà dalla presenza di un sufficiente compenso emodinamico
attraverso la comunicante posteriore. Tale meccanismo è ipotizzato nei soggetti in cui
non esiste un sufficiente compenso emodinamico attraverso la PCoA qualora lischemia
avvenga non dopo una manovra violenta e rapida di rotazione del collo, bensì dopo una
rotazione estrema e prolungata nel tempo del collo come si verifica durante le manovre
automobilistiche. I sintomi clinici (dolore nucale e retroauricolare, segni di ischemia
del tronco o del cervelletto o del territorio della PCA) insorgono da pochi minuti ad
alcuni giorni dallevento traumatico, raramente dopo settimane. La diagnostica
neuroradiologica (TC, RMN, Angio-RM) consente una rapida e precisa localizzazione della
lesione ischemica fornendo utili informazioni sui meccanismi patogenetici. Il trattamento
con anticoagulanti è indicato dalla maggioranza degli Autori, sebbene non esistano studi
controllati (in considerazione della rarità della patologia).

Indice "STROKE /
Prevenzione Secondaria"
Indice STROKE
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