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QUAL E’ IL VALORE PROGNOSTICO DELLA RISONANZA
MAGNETICA SPETTROSCOPICA DEL PROTONE (1H-MRS)
NELL’ICTUS ISCHEMICO ?

F. Federico, V. Lucivero, G. Laddomada, D. M. Mezzapesa, I. L. Simone

I Clinica Neurologica, Università degli Studi - Bari


La risonanza magnetica per immagini (MRI) è una tecnica molto sensibile per la visualizzazione precoce delle lesioni cerebrali ischemiche. Tuttavia l’evoluzione clinica nel singolo paziente può dipendere da altri fattori non evidenziabili dalle immagini, dei quali il principale è la perdita neuronale. Negli ultimi anni la 1H-MRS è stata ampiamente utilizzata per lo studio dello stroke ischemico, fornendo informazioni circa la vitalità neuronale e lo stato metabolico del tessuto infartuato. In particolare la riduzione dell’N-acetil-aspartato (NAA) e la comparsa del lattato (Lac) si evidenziano molto precocemente in corso di ischemia, riflettendo rispettivamente la perdita dei neuroni e l’avvio del metabolismo anaerobico. Solo pochi studi, però, hanno correlato questi dati spettroscopici con l’esito clinico.

Nell’ambito della nostra esperienza su una casistica più ampia, l’1H-MRS a volume singolo associata a MRI è stata effettuata in 26 pazienti, con stroke ischemico recente (8 nelle prime 24 ore, 18 nella prima settimana) al fine di valutare le correlazioni tra le variazioni dei metaboliti nella fase acuta-subacuta dell’ictus e l’outcome clinico a sei mesi. In tutti i soggetti le aree sottese ai picchi di NAA, Colina (Cho), Creatina (Cr), sono state comparate con le aree controlaterali sane ed i rapporti ottenuti (iNAA/cNAA, iCho/cCho e iCr/cCr), correlati con i punteggi della Scandinavian Neurological Scale (SNS) e del Barthel Index (BI) al follow-up a sei mesi.

In fase acuta-subacuta NAA, Cho e Cr erano significativamente ridotti nell’area ischemica (p< 0.0001, p<0.01, p<0.001 rispettivamente, al Wilcoxon test). Comparando i rapporti iNAA/cNAA, iCho/cCho, iCr/cCr ottenuti in fase acuta-subacuta con i punteggi SNS al momento dell’esame, si è riscontrata una correlazione positiva (p<0.001, p<0.02, p<0.02 rispettivamente, allo Spearman test). Una correlazione positiva è stata riscontrata per tutti e tre i rapporti anche con l’SNS al follow-up a sei mesi (p<0.001, p<0.05 p<0.05 rispettivamente), mentre i punteggi del BI mostravano una correlazione positiva solo con il rapporto iNAA/cNAA (p<0.02). I risultati ottenuti indicano che l’1H-MRS, eseguita in fase precoce dopo un’ictus ischemico, è una tecnica in grado di fornire informazioni prognostiche.


Indice STROKE / Incontro con gli Esperti
Indice STROKE