La risonanza magnetica per immagini (MRI) è una tecnica molto
sensibile per la visualizzazione precoce delle lesioni cerebrali ischemiche. Tuttavia
levoluzione clinica nel singolo paziente può dipendere da altri fattori non
evidenziabili dalle immagini, dei quali il principale è la perdita neuronale. Negli
ultimi anni la 1H-MRS è stata ampiamente utilizzata per lo studio dello stroke
ischemico, fornendo informazioni circa la vitalità neuronale e lo stato metabolico del
tessuto infartuato. In particolare la riduzione dellN-acetil-aspartato (NAA) e la
comparsa del lattato (Lac) si evidenziano molto precocemente in corso di ischemia,
riflettendo rispettivamente la perdita dei neuroni e lavvio del metabolismo
anaerobico. Solo pochi studi, però, hanno correlato questi dati spettroscopici con
lesito clinico.
Nellambito della nostra esperienza su una casistica più
ampia, l1H-MRS a volume singolo associata a MRI è stata effettuata in 26
pazienti, con stroke ischemico recente (8 nelle prime 24 ore, 18 nella prima settimana) al
fine di valutare le correlazioni tra le variazioni dei metaboliti nella fase
acuta-subacuta dellictus e loutcome clinico a sei mesi. In tutti i soggetti le
aree sottese ai picchi di NAA, Colina (Cho), Creatina (Cr), sono state comparate con le
aree controlaterali sane ed i rapporti ottenuti (iNAA/cNAA, iCho/cCho e iCr/cCr),
correlati con i punteggi della Scandinavian Neurological Scale (SNS) e del Barthel Index
(BI) al follow-up a sei mesi.
In fase acuta-subacuta NAA, Cho e Cr erano significativamente
ridotti nellarea ischemica (p< 0.0001, p<0.01, p<0.001 rispettivamente, al
Wilcoxon test). Comparando i rapporti iNAA/cNAA, iCho/cCho, iCr/cCr ottenuti in fase
acuta-subacuta con i punteggi SNS al momento dellesame, si è riscontrata una
correlazione positiva (p<0.001, p<0.02, p<0.02 rispettivamente, allo Spearman
test). Una correlazione positiva è stata riscontrata per tutti e tre i rapporti anche con
lSNS al follow-up a sei mesi (p<0.001, p<0.05 p<0.05 rispettivamente),
mentre i punteggi del BI mostravano una correlazione positiva solo con il rapporto
iNAA/cNAA (p<0.02). I risultati ottenuti indicano che l1H-MRS,
eseguita in fase precoce dopo unictus ischemico, è una tecnica in grado di fornire
informazioni prognostiche.