LEcocardiografia Transesofagea fornisce numerose informazioni
su condizioni cardiache ad alto e a basso rischio emboligeno, di cui è ancora poco chiaro
leffettivo ruolo nelle patogenesi dellischemia cerebrale e nel management
terapeutico dei pazienti. La nostra esperienza è riferita ad un gruppo di pazienti
affetti da T.I.A. o stroke ischemico: 40 pazienti di età inferiore a 45 anni (gruppo A),
199 di età superiore a 45 anni (gruppo B), sottoposti ad un protocollo di studio
comprendente, oltre lesame fisico, la valutazione dei fattori di rischio, la TC del
cranio, la RMN in casi selezionati, lEcc, lEcocardiografia Transtoracica
(ETT), lEcocardiografia Transesofagea (ETE), lEcodoppler dei vari epiaortici,
lAngiografia cerebrale in casi selezionati, test ematologici ed immunologici.
Nei pazienti giovani (Gruppo A), lETT ha evidenziato anomalie
cardiache nel 10%, lETE nel 75%.
Nei pazienti con anamnesi negativa per cardiopatie, lETT è
risultato positivo nel 9,6% e lETE nel 62,9%. Le anomalie maggiormente rilevate sono
le anomalie del setto ed, in particolare, difetto interatriale nel 22,2%, forame ovale
pervio nel 25,9%, setto interatriale aneurismatico nel 18,5%.
Da rilevare che nel 7,4 di questo sottogruppo lETE ha
evidenziato anomalie ad alto rischio emboligeno.
Nel gruppo B, lETT è risultato patologico nel 10,8%,
lETE nel 61,8%. Nei pazienti con anamnesi negativa per cardiopatia, lETE è
risultato positivo nel 58,3%.
Lanomalia più rappresentata è stata la patologia ateromasica
dellaorta (28%), nel 10% dei pazienti non associata ad altre patologie cardiache o
carotidee. Lanalisi statistica ne ha evidenziato una correlazione positiva con la
gravità clinica (p=0.015) (regressione multipla), letà, il fumo e, negativamente,
con anamnesi per cardiopatie (stepwise regreassion).
LETE risulta metodica utile nella diagnostica dello stroke ad
eziologia non definitiva sia nel giovane adulto che nellanziano.