Negli ultimi anni è divenuta sempre più frequente la pratica di
valutare la pervietà del forame ovale (PFO) nei pazienti giovani colpiti da ictus, nei
quali solitamente sono assenti i fattori di rischio vascolare e/o difficilmente
individuabili gli agenti eziologici convenzionali. In questi pazienti il forame ovale si
trova pervio con una frequenza tre, quattro volte maggiore rispetto ai soggetti normali
equiparati per età e sesso. Questo dato suggerisce quindi che lembolia cerebrale
paradossa possa costituire il meccanismo fisiopatologico più probabile nei pazienti con
ictus altrimenti criptogenetico, malgrado il fatto che in tutte le serie pubblicate la
prevalenza di trombosi venosa profonda sia sempre stata deludentemente bassa. Successivi
studi hanno poi mostrato che alcune caratteristiche del forame ovale, quali la dimensione
superiore ai 2 mm, lentità del passaggio interatriale del mezzo di contrasto o
lassociazione con altre anomalie anatomiche (in particolare la deformazione
aneurismatica del setto interatriale o la presenza del reticolo di Chiari) possono
aumentare il rischio di ictus nei soggetti giovani. Fino ad ora lecocardiografia
transesofagea (TEE) è stata considerata la metodica di riferimento per lo studio delle
cavità cardiache, pur essendo un esame semiinvasivo, fortemente operatore dipendente e
quindi non idoneo come strumento di screening. Il Doppler transcranico (TCD), per contro,
può indirettamente evidenziare la presenza della PFO poichè permette di visualizzare nei
vasi endocranici il mezzo di contrasto che, dopo essere stato iniettato in una vena
periferica, raggiunge precocemente il circolo cerebrale avendo saltato il filtro
polmonare. Il TCD, facilmente eseguibile con minimo disturbo per il paziente, si propone
quindi in prospettiva come strumento ideale di screening una volta che ne siano state
definite con sicurezza la sensibilità e la specificità rispetto alla metodica standard
rappresentata dal TEE. A questo riguardo però esistono ancora alcuni punti controversi,
che riguardano sia le modalità di iniezione (prima, durante, dopo Valsalva) sia il tipo
di mezzo di contrasto (soluzione fisiologica mescolata ad aria oppure microbolle di
galattosio). Infine, alcuni recenti dati suggeriscono che il TCD possa avere una
sensibilità anche superiore al TEE.
Uno studio prospettico internazionale coordinato dalla Clinica
Neurologica di Lubecca è in avanzata fase di progettazione: da questo studio ci si
attendono informazioni definitive sulleffettivo ruolo del PFO nellictus
altrimenti criptogenetico e sul miglior trattamento profilattico.