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PERVIETA’ DEL FORAME OVALE:
UN PROBLEMA CONTROVERSO

Gian Paolo Anzola

Clinica Neurologica Università di Brescia


Negli ultimi anni è divenuta sempre più frequente la pratica di valutare la pervietà del forame ovale (PFO) nei pazienti giovani colpiti da ictus, nei quali solitamente sono assenti i fattori di rischio vascolare e/o difficilmente individuabili gli agenti eziologici convenzionali. In questi pazienti il forame ovale si trova pervio con una frequenza tre, quattro volte maggiore rispetto ai soggetti normali equiparati per età e sesso. Questo dato suggerisce quindi che l’embolia cerebrale paradossa possa costituire il meccanismo fisiopatologico più probabile nei pazienti con ictus altrimenti criptogenetico, malgrado il fatto che in tutte le serie pubblicate la prevalenza di trombosi venosa profonda sia sempre stata deludentemente bassa. Successivi studi hanno poi mostrato che alcune caratteristiche del forame ovale, quali la dimensione superiore ai 2 mm, l’entità del passaggio interatriale del mezzo di contrasto o l’associazione con altre anomalie anatomiche (in particolare la deformazione aneurismatica del setto interatriale o la presenza del reticolo di Chiari) possono aumentare il rischio di ictus nei soggetti giovani. Fino ad ora l’ecocardiografia transesofagea (TEE) è stata considerata la metodica di riferimento per lo studio delle cavità cardiache, pur essendo un esame semiinvasivo, fortemente operatore dipendente e quindi non idoneo come strumento di screening. Il Doppler transcranico (TCD), per contro, può indirettamente evidenziare la presenza della PFO poichè permette di visualizzare nei vasi endocranici il mezzo di contrasto che, dopo essere stato iniettato in una vena periferica, raggiunge precocemente il circolo cerebrale avendo saltato il filtro polmonare. Il TCD, facilmente eseguibile con minimo disturbo per il paziente, si propone quindi in prospettiva come strumento ideale di screening una volta che ne siano state definite con sicurezza la sensibilità e la specificità rispetto alla metodica standard rappresentata dal TEE. A questo riguardo però esistono ancora alcuni punti controversi, che riguardano sia le modalità di iniezione (prima, durante, dopo Valsalva) sia il tipo di mezzo di contrasto (soluzione fisiologica mescolata ad aria oppure microbolle di galattosio). Infine, alcuni recenti dati suggeriscono che il TCD possa avere una sensibilità anche superiore al TEE.

Uno studio prospettico internazionale coordinato dalla Clinica Neurologica di Lubecca è in avanzata fase di progettazione: da questo studio ci si attendono informazioni definitive sull’effettivo ruolo del PFO nell’ictus altrimenti criptogenetico e sul miglior trattamento profilattico.


Indice STROKE / Incontro con gli Esperti
Indice STROKE