Recenti studi hanno dimostrato che la terapia trombolitica nella
fase acuta dello stroke ischemico è applicabile solo ad un limitato sottogruppo di
pazienti. Lefficacia degli antiaggreganti in questa fase, è ancora in corso di
valutazione. Dati preliminari mostrano solo un modesto beneficio. Per tale motivo, la
prevenzione rimane larma migliore per combattere lo stroke, che attualmente, nei
paesi industrializzati, rappresenta la terza causa di morte e la prima di disabilità.
Un adeguato controllo dei valori pressori consente di prevenire un
ampio numero di eventi (una riduzione di 5-6 mmHg di pressione diastolica, determina una
riduzione dellincidenza di stroke di circa il 42%). Il controllo di altri fattori di
rischio, quali iperlipemia, iperglicemia e fumo di sigaretta può ulteriormente ridurre il
rischio di stroke.
I pazienti con pregresso TIA o stroke hanno unelevata
probabilità di sviluppare nuovi eventi cerebrovascolari. La terapia anticoagulante orale
si è dimostrata chiaramente efficace nella prevenzione sia primaria che secondaria dello
stroke di natura cardioembolica. Lutilità dellINR come mezzo per
monitorizzare lentità della scoagulazione ha consentito di ridurre lincidenza
di complicanze emorragiche, rendendo il trattamento più efficace e sicuro. Nei pazienti
nei quali venga individuata una controindicazione assoluta alla terapia anticoagulante,
limpiego dei farmaci antiaggreganti si è dimostrata una valida alternativa.
Due metanalisi condotte dallAntiplatelet Trialists
Collaboration, hanno dimostrato che la terapia antiaggregante piastrinica è il
trattamento farmacologico di scelta nella prevenzione dello stroke ischemico, determinando
una significativa riduzione di nuovi eventi ischemici cerebrali. In particolare,
laspirina, ad un dosaggio ancora dibattuto, variabile fra 30 e 1200 mg/die, appare
il farmaco più efficace in tal senso. Come dimostrato dallo studio TASS e CAST, la
ticlopidina può essere utilizzata nei pazienti resistenti o allergici allaspirina o
in quelli con nuovi eventi durante trattamento con ASA.
Recentemente, lefficacia di altri farmaci antiaggreganti è
stata valutata in studi clinici controllati. I dati relativi allo studio CAPRIE hanno
dimostrato che il clopidogrel ha unefficacia lievemente superiore allaspirina
nel prevenire nuovi eventi ischemici cerebrali. Il dipiridamolo, in monoterapia ha
unefficacia sovrapponibile a quella dellaspirina nella prevenzione secondaria
dello stroke, mentre in associazione con laspirina, può offrire vantaggi
aggiuntivi, pur senza aumentare lincidenza di effetti collaterali.
In definitiva, allo stato attuale diverse strategie sono disponibili
per la prevenzione primaria e secondaria dello stroke ischemico. Molte di queste hanno un
basso rapporto costo/beneficio, rappresentando un valido strumento per il sostanziale
miglioramento della prognosi delle malattie cerebrovascolari.