Alla fine del 20° secolo lictus costituisce ancora la terza
causa di morte nei paesi industrializzati. Infatti nonostante la riduzione che cè
stata in moltissimi paesi, lallungamento della durata media della vita (uno dei
fattori di rischio più importante per lictus) è tale da controbilanciare i
favorevoli risultati farmacologici ottenuti fino ad oggi.
Al fine di diminuire ulteriormente gli eventi cerebrovascolari è
corretto correggere i fattori di rischio modificabili e tra questi cè
lipertensione arteriosa la cui riduzione, secondo la più recente meta-analisi dei
trials di intervento farmacologico, ha permesso di abbassare del 38% lincidenza
degli ictus. Il beneficio relativo degli ictus è stato simile in tutti i gradi di
ipertensione (ipertesi lievi; moderati o gravi) e negli ipertesi anziani e più giovani.
Tuttavia, se il beneficio è espresso in termini assoluti (cioè numero di
eventi/anno/pazienti trattati) i risultati sono più favorevoli negli ipertesi anziani, in
quelli più gravi o con più complicazioni, suggerendo pertanto il trattamento per i
pazienti più gravi o più anziani a scapito dei meno gravi o più giovani. Nonostante
ciò è importante sottolineare che lentità del beneficio nei pazienti complicati
trattati non è tale da ridurre lincidenza degli eventi in questi pazienti ai
livelli dei pazienti non complicati, anche quando non sono trattati.
Una giustificazione a trattare gli ipertesi lievi e più giovani ci
viene dallanalisi dei costi, espressi come spesa per anno di vita guadagnata e
calcolati dai dati sulla aspettativa di vita pubblicati da assicurazioni americane,
relativamente al periodo 1935-54, quando non erano disponibili farmaci antipertensivi. In
base a questi calcoli, che a differenza dei precedenti sono proiettati a lungo termine, il
costo per anno di vita guadagnata è minore negli ipertesi giovani rispetto a quelli
anziani.
In conclusione possiamo dire che il trattamento antipertensivo
comporta un importante beneficio in tutti gli ipertesi, indipendentemente dalletà e
dalla gravità dellipertensione e che oggi non abbiamo dei criteri medici che ci
autorizzano a preferire il trattamento antipertensivo per un tipo di iperteso piuttosto
che per un altro. Un contributo medico ad un corretto utilizzo delle risorse economiche lo
possiamo dare sia facendo corrette diagnosi di ipertensione arteriosa, sia riducendo
adeguatamente i valori pressori una volta instaurato il trattamento.