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FATTORI DETERMINANTI LA QUALITA’ DELL’INTERVENTO
NELLO STROKE ACUTO

Cesare Fieschi

Dipartimento di Scienze Neurologiche, Università La Sapienza, Roma


Con circa 100.000 nuovi casi l’anno in Italia, (la metà dei pazienti muoiono o rimangono invalidi), l’ictus cerebrale acuto impone una specifica ed urgente pianificazione sanitaria. L’avvento della trombolisi e delle altre terapie potenzialmente efficaci sta nel frattempo cambiando radicalmente le prospettive di questa malattia, fino a ieri incurabile.

La gestione ottimale dell’ictus cerebrale acuto è una corsa contro il tempo.

Sfortunatamente, la maggior parte dei pazienti arriva in ospedale dopo molte ore dall’esordio e gli esami strumentali necessari vengono eseguiti con ritardo. In queste condizioni qualsiasi terapia ha scarse possibilità di successo, poichè il tessuto cerebrale, pur se dotato di una discreta resistenza, sopravvive solo poche ore al danno ischemico. Numerosi altri aspetti dell’intervento nello stroke acuto sono globalmente inadeguati e necessitano di un aggiornamento. E’ dimostrato che il ricovero in stroke units e, più in generale, l’assistenza da parte di un neurologo, migliorano la prognosi. Non è dimostrato, ma è altamente probabile, che la presenza attiva di un cardiologo nella fase acuta, sia ugualmente un fattore prognostico favorevole. La necessaria frequente monitorizzazione dei parametri vitali e la prevenzione delle complicanze richiedono la presenza di personale paramedico competente ed in numero adeguato. Un’assistenza di qualità non può inoltre prescindere dalla disponibilità 24 ore su 24 di una TC cerebrale, di un neuroradiologo e di un ultrasonografista. Deve esistere infine un coordinamento locale permanente operativo con la più vicina divisione di neurochirurgia e di chirurgia vascolare. Per quanto riguarda le terapie, ci sono innanzitutto cose da non fare. Molti farmaci obsoleti e costosi, di dubbia utilità, devono essere abbandonati. Per i nuovi farmaci, come i trombolitici e i neuroprotettori, la sperimentazione clinica continua e la miglior politica per i reparti che ricevono diversi pazienti con ictus acuto, e sono in possesso degli standard assistenziali di cui sopra, è quella di integrare uno dei numerosi studi multicentrici in corso. La partecipazione ad un trial clinico, anche questo è dimostrato, ha effetti positivi dei quali beneficiano tutti i pazienti, purchè il trial abbia dei requisiti metodologici, organizzativi e logistici di qualità. Gli altri reparti dovrebbero fare capo ad un centro di riferimento rapidamente raggiungibile. Le aree geografiche sprovviste di tali centri dovrebbero esserne rapidamente dotate. A questo grosso impegno richiesto ai medici e agli amministratori non ci sono alternative praticabili, se non quella di accontentarsi di un’assistenza di bassa qualità.


Indice STROKE / Incontro con gli Esperti
Indice STROKE