In mancanza di studi adeguati fino alla fine degli anni
ottanta i dati di incidenza dellictus cerebrale erano necessariamente estrapolati
dai dati di mortalità. Dal 1989 sono progressivamente disponibili i dati relativi a
registri di popolazione residenti in parte della Regione Umbria, in Valle dAosta e
nelle provincie di Belluno e lAquila, per un totale di 771206 persone-anno
(1986-1994). I tassi di incidenza sono risultati compresi tra 2.22 e 2.75/1000/anno nei
diversi studi. Le percentuali relative alle diverse patologie sono risultate comprese tra
2,4 e 4,0% per lemorragia cerebrale, tra il 66,9 e 80,2% per lischemia
cerebrale e tra 1,9 e 17,7% per gli eventi mal definiti. Il maggior scarto percentuale è
stato riscontrato per gli eventi mal definiti in rapporto soprattutto alla percentuale dei
pazienti ospedalizzati o comunque sottoposti ad indagini neuroradiologiche.
Tutti questi dati sono suscettibili di variazione nel tempo
per linvecchiamento della popolazione. Nella provincia di LAquila il confronto
tra i dati dei due censimenti ISTAT (1981 - 1991) mostra accanto ad una riduzione
dell 11,1% della popolazione al disotto dei 25 anni un aumento del 18,3% della
popolazione di età superiore ai 65 anni.
I tassi standardizzati indicano che le differenze tra i
tassi crudi ottenuti dai diversi studi dipendono essenzialmente dalletà della
popolazione residente, con la sola eccezione dello studio umbro, i cui tassi
standardizzati nella popolazione italiana ed europea sono risultati sensibilmente più
bassi degli altri. Il rapporto standardizzato di incidenza mette in evidenza un eccesso di
ictus nella provincia di LAquila del 7% rispetto alla provincia di Belluno e del 17%
rispetto allo studio umbro. A confronto con altri studi internazionali i tassi riscontrati
nel nostro paese sono i più elevati.
I tassi di incidenza età specifici mostrano una
discrepanza tra i diversi registri con valori che comunque si mantengono sempre entro gli
intervalli di confidenza particolarmente ampi nelle classi più giovanili per il ridotto
numero dei pazienti inclusi. Con la sola eccezione della provincia di Belluno (46%) in
tutti gli altri registri i soggetti di età superiore ai 75 anni costituiscono più del
50% dei pazienti inclusi. I tassi di incidenza standardizzati per età sulla popolazione
italiana sono costantemente più elevati negli uomini.
La mortalità a 30 giorni è risultata compresa tra il 20,3
ed il 33,3% essendo comunque più elevata nei pazienti con emorragia cerebrale rispetto ai
pazienti con emorragia subaracnoidea od ischemia cerebrale.
Ulteriori elementi possono essere derivati dal
proseguimento degli studi intrapresi nelle diverse aree geografiche in relazione a quanto
prevedibile in rapporto allinvecchiamento della popolazione.