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TREND GEOGRAFICI DI INCIDENZA DELLE MALATTIE
CEREBROVASCOLARI IN ITALIA

Antonio Carolei*

Clinica Neurologica, Dipartimento di Medicina Interna e Sanità Pubblica, Università degli
Studi di L’Aquila, L’Aquila


In mancanza di studi adeguati fino alla fine degli anni ottanta i dati di incidenza dell’ictus cerebrale erano necessariamente estrapolati dai dati di mortalità. Dal 1989 sono progressivamente disponibili i dati relativi a registri di popolazione residenti in parte della Regione Umbria, in Valle d’Aosta e nelle provincie di Belluno e l’Aquila, per un totale di 771206 persone-anno (1986-1994). I tassi di incidenza sono risultati compresi tra 2.22 e 2.75/1000/anno nei diversi studi. Le percentuali relative alle diverse patologie sono risultate comprese tra 2,4 e 4,0% per l’emorragia cerebrale, tra il 66,9 e 80,2% per l’ischemia cerebrale e tra 1,9 e 17,7% per gli eventi mal definiti. Il maggior scarto percentuale è stato riscontrato per gli eventi mal definiti in rapporto soprattutto alla percentuale dei pazienti ospedalizzati o comunque sottoposti ad indagini neuroradiologiche.

Tutti questi dati sono suscettibili di variazione nel tempo per l’invecchiamento della popolazione. Nella provincia di L’Aquila il confronto tra i dati dei due censimenti ISTAT (1981 - 1991) mostra accanto ad una riduzione dell’ 11,1% della popolazione al disotto dei 25 anni un aumento del 18,3% della popolazione di età superiore ai 65 anni.

I tassi standardizzati indicano che le differenze tra i tassi crudi ottenuti dai diversi studi dipendono essenzialmente dall’età della popolazione residente, con la sola eccezione dello studio umbro, i cui tassi standardizzati nella popolazione italiana ed europea sono risultati sensibilmente più bassi degli altri. Il rapporto standardizzato di incidenza mette in evidenza un eccesso di ictus nella provincia di L’Aquila del 7% rispetto alla provincia di Belluno e del 17% rispetto allo studio umbro. A confronto con altri studi internazionali i tassi riscontrati nel nostro paese sono i più elevati.

I tassi di incidenza età specifici mostrano una discrepanza tra i diversi registri con valori che comunque si mantengono sempre entro gli intervalli di confidenza particolarmente ampi nelle classi più giovanili per il ridotto numero dei pazienti inclusi. Con la sola eccezione della provincia di Belluno (46%) in tutti gli altri registri i soggetti di età superiore ai 75 anni costituiscono più del 50% dei pazienti inclusi. I tassi di incidenza standardizzati per età sulla popolazione italiana sono costantemente più elevati negli uomini.

La mortalità a 30 giorni è risultata compresa tra il 20,3 ed il 33,3% essendo comunque più elevata nei pazienti con emorragia cerebrale rispetto ai pazienti con emorragia subaracnoidea od ischemia cerebrale.

Ulteriori elementi possono essere derivati dal proseguimento degli studi intrapresi nelle diverse aree geografiche in relazione a quanto prevedibile in rapporto all’invecchiamento della popolazione.


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