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AZ Guide u NEUROLOGIA

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STROKE
u Una buona idratazione può essere importante nel prevenire lictus nei
soggetti con coronaropatia o diabete.
Un modesto incremento dellematocrito
e della viscosità è ritenuto aumentare il rischio di ictus.
I dati provenienti dallanalisi di un sottogruppo di 3.809 partecipanti all
Adventist Health Study indicano che lidratazione può svolgere un ruolo importante
nel prevenire lictus in soggetti già con segni di cardiopatia coronarica o diabete.
Lingestione di 5 bicchieri di acqua al giorno ha comportato una sostanziale
riduzione del rischio di morte per ictus.
[Eur Heart J 1998; 19: 325A]
u Le recidive di ristenosi dopo endoarterectomia
carotidea si verificano prevalentemente entro il primo anno. Esse sono generalmente
asintomatiche e stabili per un lungo periodo.
Un secondo
intervento è indicato nei casi sintomatici ed in quelli in cui si osserva un progressivo
incremento del grado di stenosi, specialmente con placca aterosclerotica ulcerata.
Lo studio ha interessato 297 pazienti. Sono
state eseguite 349 endoarterectomie carotidee per rilievo di stenosi severa (>
70%), sintomatica nel 68% dei casi.
Le complicanze post-operatorie precoci sono
state: TIA (2.3%); ictus (3.4%).
22 pazienti sono morti durante il periodo
di follow-up (3-95 mesi, media 43) (14 per morte cardiaca, 6 per tumori, 2 per ictus).
Sono stati rioperati 9 pazienti (sintomatici o con stenosi ad alto grado).
In questi ultimi non è stata segnalata alcuna morte.
[Eur Heart J 1998; 19: 325A]
u Nei pazienti con
fibrillazione atriale cronica, cè una maggiore coagulabilità del sangue
nelauricola sinistra rispetto alle altre camere cardiache ed ai grandi vasi.
La fibrillazione atriale cronica ha
unalta incidenza di complicanze tromboemboliche.
Sono stati esaminati i campioni di sangue di 6 pazienti sottoposti ad operazioni
chirurgiche a cuore-aperto, presi da 5 diverse sedi.
Nessun paziente aveva assunto terapia anticoagulante da almeno 4 giorni.
Dallanalisi dei livelli del frammento F1+2 della protrombina, un marker di
attivazione della coagulazione, è emerso che il sangue prelevato dalla auricola sinistra
presenta una maggiore coagulabilità.
[Eur Heart J 1998; 19: 460A]
u Basse
concentrazioni di folato e di vitamina B6 come fattori di rischio per lo stroke, malattia
vascolare e coronaropatia.
European COMAC
Group.
In uno studio multicentrico condotto in
Europa su 750 pazienti con malattia vascolare ed 800 pazienti di controllo sono stati
valutati i livelli plasmatici di omocisteina (prima e dopo carico con metionina), di
folato eritrocitario, di vitamina B12 e vitamina B6.
Parametro |
Elevato
rischio di malattia vascolare |
concentrazioni
di omocisteina |
- > 80° percentile rispetto ai soggetti controllo
- 12,1 m mol/L
- 38.0 m mol/L dopo carico di metionina
|
concentrazioni
di folato eritrocitario |
< 10°
percentile (<513 nmol/L) |
Concentrazioni
di vitamina B6 |
< 20°
percentile (<23.3 nmol/L) |
Lo studio ha documentato che più bassi
livelli di folato e di vitamina B6 conferiscono un aumentato rischio di aterosclerosi.
Specifici trial dovranno verificare lefficacia del trattamento con queste vitamine
nella prevenzione primaria e secondaria delle malattie vascolari.
[Robinson K et al., Circulation 1998, 97:
437-443]
u Prevalenza di fibrillazione atriale e stroke in pazienti
portatori di pacemaker, soprattutto in pazienti con pacing ventricolare.
Sono stati esaminati 210 pazienti. Sono
stati esclusi dallo studio i pazienti con precedenti episodi di ischemia cerebrale e/o
fibrillazione atriale.
Cento pazienti erano portatori di pacemaker per blocco atrioventricolare (AV) totale e 110
pazienti per malattia del nodo del seno (SSS).
I pazienti sono stati seguiti per 2 anni per valutare lincidenza di fibrillazione
atriale e di stroke.
Lincidenza di fibrillazione atriale è stata del 10% ad 1 anno e dell11% a 2
anni, con un tasso maggiore per i pazienti con pacemaker ventricolare (p<0.05).
Nessuna differenza è stata notata tra pazienti sottoposti a pacemaker per blocco AV e
quelli per SSS.
A 2 anni si sono verificati 29 casi di ischemia cerebrale: 9 pazienti avevano blocco AV
mentre 29 pazienti erano affetti da malattia del nodo del seno (p<0.05).
[Mattioli AV et al., Clin Cardiol 1998; 21:
117-122]
u I sintomi depressivi sono associati ad un aumentato rischio di
mortalità per stroke
Una popolazione di 6.676 persone non
affette da stroke (45,8% maschi; 79,1% bianchi; di età media 43,4 anni) della Contea di
Alameda in California (USA) è entrata a far parte di uno studio prospettico teso a
valutare lassociazione tra sintomi depressivi e mortalità causata da stroke.
I sintomi depressivi sono stati valutati mediante i 18-item della "Human Population
Laboratory Depression Scale".
Nel corso dei 29 anni di follow-up si ebbero 169 morti per stroke. Cinque o più sintomi
depressivi erano associati ad un aumentato rischio di mortalità per stroke.
[Everson SA et al, Arch Intern Med 1998;
158: 1133-1138]
u Il forame ovale pervio è un importante predittore di esito
avverso in pazienti con embolia polmonare grave.
Lo studio prospettico ha coinvolto 139
pazienti con embolia polmonare grave.
In 48 pazienti (35%) è stata diagnosticato forame ovale pervio. Tra questi vi fu una
mortalità del 33% rispetto al 14% dei pazienti con eco-contrasto negativo (p=0.015).
I pazienti con forame ovale pervio presentarono anche unincidenza di stroke
ischemico significativamente più alta (13% vs 2,2%; p=0.02) ed embolia arteriosa
periferica (15% vs 0%; p<0.001).
[Konstantinides S. et al, Circulation 1998;
97: 1946-1951]
u DEMENZA POSTSTROKE
EUROPEAN COMMUNITY PROJECT FLORENCE STROKE REGISTRY
339 pazienti dei 635 pazienti con stroke
pervenuti in due ospedali dellarea di Firenze nel periodo ottobre 1993
settembre 1994, sono stati osservati per 1 anno per valutare linsorgenza di demenza
poststroke.
Nel 16,8% (57 pz) dei pazienti esaminati, fu diagnosticata una demenza come conseguenza
dello stroke.
Letà, la fibrillazione atriale e la gravità dello stroke sono fattori predittivi
della demenza poststroke.
[Inzitari D et al., Stroke 1998; 29:
2087-2093]
u Lanemia emolitica (sickle-cell disease) è una delle
principali cause di stroke nei bambini
Il "Baltimore Washington
Cooperative Young Stroke Study" è il principale studio finalizzato allo studio
delleziologia dello stroke nei bambini e nei giovani adulti.
Sono stati studiati 35 bambini colpiti da infarto ischemico (18) e da emorragia
intracerebrale (17).
Più comuni cause di stroke
ischemico: |
- Anemia emolitica (39%)
- Vasculopatie
|
Più comuni cause di
emorragia intracerebrale: |
- Malformazioni arterovenose (29%)
- Disordini ematologici (23%)
- Vasculopatia (18%)
- Complicanza chirurgica (12%)
- Coagulopatia (6%)
|
Lincidenza totale di stroke nei
bambini è stata del 1,29 per 10.000 / anno:
- stroke ischemico: 0,58 per 100.000
- emorragia intracerebrale: 0,71 per 100.000
Lincidenza di stroke tra i bambini
affetti da anemia emolitica è stata dello 0,28 per 100.000 / anno.
[Earley CJ et al. Neurology 1998; 51:
169-176]
u Linterruzione della terapia anti-ipertensiva rappresenta
un importante fattore di rischio per emorragia intracerebrale nei soggetti ipertesi.
Nel periodo 1990-1992 sono stati studiati
331 pazienti in cui era stata diagnosticata emorragia intracerebrale mediante tomografia
computerizzata o autopsia.
Dai dati risulta che lipertensione
raddoppia il rischio di emorragia intracerebrale (OR = 2,45; 95% CI = 1,61 a 3,73).
Lodd ratio (OR) associato allipertensione era significativamente maggiore in
coloro che avevano cessato di assumere farmaci anti-ipertensivi (OR, 4,98; 95% CI, 2,25 a
11,02)
[Thrift AG et al., Hypertension 1998;
31:1223-1229]
u La concentrazione della proteina C-reattiva è un predittore
indipendente di sopravvivenza dopo stroke ischemico.
Elevate concentrazioni della proteina C
reattiva (CRP) nel corso della fase acuta predicono eventi cardiaci di natura ischemica.
La correlazione tra proteina C-reattiva ed outcome dopo stroke ischemico acuto è stata
esaminata in 228 pazienti ed il periodo osservazionale medio è stato di 959 giorni.
La concentrazione della proteina C-reattiva media geometrica (geometric media CRP
concentration) è risultata essere pari a 10,1 mg/L.
I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in base alla concentrazione di CRP sopra o
sotto il valore di 10,1 mg/L.
| |
CRP =
10,1 mg/L |
CRP >
10,1 mg/L |
| Numero pazienti |
132 |
96 |
| Età media (anni) |
65,1 |
69,6 |
| Fattori di rischio (n) - ipertensione
- angina
- precedente infarto miocardico
-precedente stroke
- insufficienza cardiaca
- fibrillazione atriale
- fumo
- concentrazione CRP media
-mortalità |
54
21
25
40
8
21
76
4.2
26,5% |
36
25
24
35
17
18
54
33.9
48% |
Cause di
morte (n) |
CRP = 10,1
mg/L |
CRP >
10,1 mg/L |
| Infarto |
5 |
11 |
| Stroke |
14 |
22 |
| Altro |
16 |
13 |
Le più alte concentrazioni di CRP si sono
dimostrate essere un indipendente predittore di mortalità assieme alletà e alla
gravità dello stroke secondo il punteggio NIHSS (National Institutes of Health Stroke
Scale)
[Muir KW, Stroke 1999; 30:981-985]
u NEUROPROTETTORI NELLO STROKE ACUTO
Antagonisti del sito della glicina al recettore NMDA: profilo di sicurezza &
tollerabilità.
Il farmaco GV150526 è un nuovo antagonista
del sito della glicina del recettore NMDA (N-methyl-D-aspartate), che si è rivelato
possedere unazione neuroprotettiva in modelli animali di stroke.
66 pazienti sono entrati a far parte dello studio: a 18 pazienti è stato somministrato
placebo, 48 pazienti hanno ricevuto GV150526.
Dallo studio non sono emersi effetti indesiderati a carico del sistema nervoso centrale o
alterazioni emodinamiche (intese come trasformazione emorragica o edema cerebrale).
Sono state riferite lievi anormalità nei
test di funzionalità epatica, associate alle più alte dosi somministrate, aumento della
bilirubina in alcuni pazienti ed aumento delle transaminasi in altri). Questi cambiamenti
risultano asintomatici e si esaminano in 10 giorni.
GV150526 ha un favorevole profilo
farmacocinetico, che permette un dosaggio di mantenimento di 12 ore.
Lefficacia del farmaco verrà valutata in 2 studi clinici: GAIN-Americas (North
America) e GAIN-International (Europe, Africa, Australia).
Lo schema posologico che verrà adottato prevede: la somministrazione di GV150526 come
infusione da carico (800 mg), seguita da infusione di mantenimento di 200 mg, due volte al
dì.
(Dyker AG et al., Stroke 1999; 30:
986-992).

Indice STROKE
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